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domingo, 28 de abril de 2013

Chili con carne pampeano e mbeyú




Esiste una cucina maschile e una femminile?
La risposta è ambigua come sempre quando si tratta di  considerazioni sul genere e di quella piccola e grande "difference".
I grandi chef sono uomini, ma chi cucina tutti i santi giorni o più in generale si occupa dell'alimentazione familiare, e non c'è femminismo che tenga, sono le donne nella stragrande maggioranza dei casi.
Se entriamo nel dettaglio, peró vediamo che una netta separazione dei generi esiste in base all'elemento che consente la cottura, come in una divisione atavica dei ruoli: la cucina del fuoco è maschile, la cucina dell' acqua è femminile.
 Sono quasi sempre gli uomini quelli che si dedicano all'asado in Argentina o al BBQ negli USA o un Europa, le donne fanno l'e insalate, un'altra volta cucina di acqua.
I massimi esperto della cucina del fuoco sono stati quelli che per lavoro, scelta di vita e destino hanno viaggiato nelle grandi pianure e dormito sotto le stelle, coloro che appartenevano alla grande famiglia dei "vaqueros": i cow boys e i gauchos.
Molto diversi tra loro nelle tradizioni e nei costumi,  hanno in comune la destrezza con i cavalli, il pascolo delle mucche e i pasti all'aria aperta. E  sono i depositari di una cucina senza cerimonie, essenziale e intensa che riceve gli influssi dei nativi, e in cui la carne è ovviamente l'ingrediente principale.

Della grande epopea dei ottocentesca dei cow boy e gauchos attualmente a parte il floclore resta la cucina che in forma piú "civilizzata" e strutturata é entrata a far parte del patrimonio delle cucina nazionale.
Che  poi la realtá storica sia un po' piú dura dell'immagine holliwoodiana della vita di questi uomini é un altro capitolo della storia. I cow boy, come i gauchos, erano spesso personaggi con problemi con la legge, dei salari infimi.
Tutto questo lungo prologo è per introdurre la versione di chili con carne per partecipare alla sfida proposta da Ann per  l 'MTC.
Il chili con carne è un grande piatto che dimostra che esiste una cucina dei sapori anche senza nessun tipo di raffinatezza, con tecniche culinarie basiche e ancestrali, in cui contano la pazienza, il tempo e il controllo degli elementi, in questo caso aria e fuoco.
Una cucina fatta di gesti minimi e semplici e che non ha paura del metistaggio, dell'incorporazione di sapori e ingredienti, di mischiarsi e trasformarsi fino a creare qualcosa di nuovo, la cucina tex-mex negli USA e la cucina criolla nel caso dell'argentina.
In Argentina, lontanissima dal Messico e dalla sua cultura del piccante, il gusto speziato e forte dei peperoncini é presente nella cucina del nord, che ha influenze dalla vicina Bolivia, ma in generale il sapore piccante è estraneo alla cultura gastronomica di questo paese e quindi per smorzare la forza del peperoncino ho scelto un contorno tutto americano con patate, patate dolci, e zucca e senza nessuna sofisticazione.
L'ideale sarebbe stato cuocere questi incredienti al rescoldo, ossia uilizzando le braci del fuoco. Era un metodo molto utilizzato dal gaucho che dopo aver acceso il fuoco per preparare la colazione metteva sotto le ceneri ardenti alcuni alimenti per trovare qualcosa caldo dopo la giornata di lavoro.

Dato che non avevo braci, ho semplicemente tagliato la verdura e l'ho gettata su una teglia da forno leggermente oleata, poi ci ha pensato il calore del forno, simulacro del calore delle braci.




Per il pane mi viene in aiuto sempre il nord dell'Argentina e la sua influenza con il Paraguay per scoprire una tortilla fatta con pochi gesti antichi, quasi senza impasto e per cui è, anche in questo caso, il calore del fuoco a realizzare la magia di trasformare un impasto sabbioso in una piccola delizia fragrante e saporita: mbeyú, che in guaraní vuol dire torta.






Chili pampeano
  • 1,5 kg di carne di manzo (roastbeef)
  • 300 ml di salsa di pomodoro concentrata
  • 10 ají gialli e arancioni
  • 1 jalapeño
  • Sale q.b.
  •  3 patate grande
  • 2 patate dolci
  • 1 zucca
  • Timo
  • Sale e pepe

Mbuyè

  • 300 gr di fecola di mandioca
  • 50 gr di grasso bovino (o strutto) (si puó sostituire con burro)
  • 100 gr di formaggio grattugiato
  • 100 gr di formaggio pategras (formaggio semiduro dolce)
  • 120 gr di acqua tiepida

Per il chili con carne:
Arrostire i peperoncini al forno a massima temperatura sino a che non si anneriscano leggermente.
Abbassare il forno a 120 gradi.
Eliminare la buccia e i semi del jalapeño e poi frullarli tutti con un pochissima acqua sino a ottenere una pasta, una cremina densa.
In una cocotte, una casseruola con coperchio che può andare il forno mettere la carne, la salsa di peperoncino e la salsa di pomodoro, coprire la csseruola con il coperchio.
Cucere in forno caldo a 120 gradi per circa 3 ore e mezzo. Se si dovesse asciugare troppo aggiungere un po' di acqua calda durante la cottura.

Per il contorno:
Sbucciare le vedure e tagliarle a pezzi irregolari medio grandi.
Ungere leggermente due teglie da forno, in una collocare le patate e nell'altra la zucca. Cuocere a fuoco alto. La zucca sarà pronta dopo circa 20 minuti, controllatela durante la cottura.
Le patate dolci saranno pronte dopo circa 30 minuti e per ultimo si cuoceranno le patate.
Una raccomandazione. Non toccate le vedure mentre si cuociono. Come dice il re dei fuochi, lo chef Francis Mallaman, tutto quello che ha amido tende a fare una crosta di protezione, lasciatele tranquille, si staccherano da sole dalla teglia, dorate e croccanti fuori. Bisogna solo controllarle ogni tanto e verificare il calore non sia troppo forte da bruciarle prima che formino la crosta.

Mbuyè
Sciogliere il grasso in un pentolino a fuoco basso o nel microonde.

Mettere la fecola di mandioca in una ciotola, mescolare la mecola con il formaggio grattuggiato.
Versare il grasso e unire poco a poco l'acqua sino a ottenere un impasto sabbioso e leggermente umido.
Aggiungere i pezzettini di formaggio e mescolare  con una spatola.
Non impastare in eccesso.
Scaldare a fuoco medio alto una piastra e ungerla con il grasso o un po' d'olio.
Versare una cucchiaiata abbondante dell'impasto nella piastra e appiattirlo in forma circolare con un cucchiaio.
Cuocere sino a che la superficie a contatto con la piastra inizia a dorarsi leggermente, poi girare la tortilla e dorarla per uno o due minuti dall'altra parte. 
Vi assicuro che é deliziosa.

Il risultato é stato una cena densa di sapore, quasi come quelli vagheggiati dagli chef multistelle, e invece umilmente ispirata da chi ha vissuto veramente sotto le stelle





miércoles, 20 de febrero de 2013

Chiffon cake sin gluten Chiffon cake sin gluten



versione italiana in basso

El chiffon es un tipo de tejido suave y resbaladizo y sedoso. Se utiliza para vestidos de noche sueltos y blandos o lencería sensual.


Y también es un pastel: suave, sedoso y tan etéreo como la tela.
Un pastel que tiene una historia muy curiosa, que se parece más a una leyenda que otra cosa, y muy muy USA.
Fue inventado por un agente de seguros en Hollywood en 1927, un hombre llamado Harry Baker (nomen omen, baker significa panadero).
Baker, vivía en un apartamento al nr. 341 de Larchmont Blvd. y  había transformado  uno de los cuartos en una pastelería muy secreta, experimentando con diligencia a más de 400 variantes de angel food cakel.
Cuando se encontró con el ideal comenzó a vender pasteles el  restaurante Brown Derby.


Ese pastel se convirtió en el único de la carta del restaurante. La versión más famosa era la de de pomelo creado para el periodista de cine, en sovrepeso,  Luella Parsons, que quería un postre menos "con menos grasa", y se sabe que el pomelo no  engorda.....
Con la popularidad de la torta en el  Derby, llegan las solicitudes de las estrellas de cine como Barbara Stanwyck, May Robson , Dolores del Río. Durante la década de 1930, la reputación de la torta se ha extendido por todas partes y llueven pedidos más rápidamente que la capacidad de producción de Baker que preparaba cada pastel por separado, cocinadolos en 12 moldes y haciéndolos enfriar en el patio donde los clientes pasaban a recogerlos dejando $ 2 en el buzón del correo.
El pastel también fue apreciado por los manager de MGM y RKO, y se utilizaba a menudo en las películas. En el momento de maxima expansion Baker horneaba alrededor de 40 pasteles por día, ganando el equivalente actual de 9000 US$.
Baker en 1947 vende su receta secreta  a General Mills, que produce harina y otros productos alimenticios, por un monto que nunca se ha especificado y de el no se sabe nada más.
La compañía cambió el nombre del pastel en "chiffon" en mayo 1948 pubblicando la receta en  Better Homes and Gardens Magazine,y lanzó una serie de anuncios que hicieron de la torta  un icono dulce de la época y, por supuesto, aumentaron las ventas de los productos de la empresa.
Para lanzar los ingredientes de la torta involucraron también a  Betty Crocker (voy a explicar más sobre quién es en otra entrada) y la  presentan como la primera torta realmente nueva desde un centenar de años, gracias a su "ingrediente misterioso": el chiffon cake es suave y esponjoso como un angel food cake, pero también es rico y húmedo como el pastel de manteca.



Antes del chiffon cake, de hecho, había dos tipos de pastel pasteles: los suaves y esponjosos como el angel food cake, sin grasa y que se levantan gracias al batido de los huevos, y los de manteca que se elevan con el polvo de hornear (polvo royal), el chiffon cake combina dos técnicas: el batido de los huevos y el polvo de hornera y un molde con tubo central y el ingrediente secreto de Harry Baker.
En los libros de cocina de Betty Crocker de los años 50 hay variaciones infinitas de la tarta chiffon: con nueces pecan,  caramelo, ananas, chips de chocolate,  e incluso un holliday fruit cake con cerezas y cidro confitados y  nueces y pecanas, finamente picadas.



El pastel después del gran éxito de los años 50  cae en desuso y se redescubrió de nuevo de finales de los años '90.
¿Y cuál era el ingrediente secreto de Harry Baker? El aceite, en particular lo que él llama el aceite para la ensalada.

Chiffon cake sin gluten

Ingredientes:
  • 5 yemas de huevo
  • 60 gramos de azúcar en polvo (glas) *
  • 80 gr de aceite (neutro: maiz u otro, no oliva)
  • 100 ml de agua
  • ralladura de 1 limón
  • 25 ml de jugo de limón (alrededor de 2 limones pequeños)
  • 200 gramos de harina sin gluten (yo usé Shar MIX C)
  • 1 cucharadita de polvo para hornear*
  • 1 pizca de sal
  • 7 claras de huevo
  • 1/2 cucharadita de cremor tártaro 
  • 140 gramos de azúcar
* sin gluten y/o contaminación de gluten, consultar listados de las asociaciones de celiaquia

Precalentar el horno a 170 grados.
Tamizar la harina con el polvo de hornear y el azúcar glas.
Batir las yemas con el aceite.
Cuando estén esponjosas, agregar el agua y el jugo y la cáscara rallada de limón.
Agregar los ingredientes secos: harina, polvo de hornear y el azúcar glas tamizados antes y batir de nuevo por un minuto.
Mientras tanto batir las claras de huevo a punto de nieve con el cremor tártaro que ayuda a estabilizar el batido y añadiendo poco a poco el azúcar. Montar las claras hasta que formen picos, es decir, hasta que al levantar el batidor el merengue se dobla ligeramente formando una cola bastante firme sin ser rígida.
Es el único punto de la dificultad de la torta, asegúrese de batir las claras de huevo lo suficiente pero sin exagerar.
Unir las claras a las yemas de huevo con la harina con un espátula y con movimientos envolventes y  lentos de arriba a abajo, sin revolver para que no se desarme el batido.
Verter la mezcla en un molde con un tubo central. El molde no debe ser enmantecado.
Hornear a 170 grados durante 40 minutos (hacer la prueba con el palillo de dientes).
Una vez retirada del horno, dejar enfriar la torta invirtiendo el molde colocando la base del tubo sobre un vaso o un cilindro.
El pastel se desmoldará solo. Es importante darle la vuelta para que la masa no se agache sobre sí misma y pierda volumen.



Si no se despega del molde pasar un cuchillo o una espátula alrededor y colocar la torta boca abajo otra vez sobre una rejilla de alambre.
Dejar enfriar y rellenar o recubrir la torta como quieran.
Yo la cubrí con un glaseado de limón  rápido, o simplemente la espolvorear con azúcar en polvo.
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Nota importante sobre el molde.
La torta  chiffon es una torta alta , por lo menos 6-7 cm, y lo ideal es cocinarla en un molde con fondo desmontable y el tubo central como esto que se utiliza también  para el angel food cake:

Mi molde de aluminio no tiene un fondo removible y viene igual de bien, el tubo central es ligeramente mas alto para que pueda apoyar sobre algo y el pastel viene perfecto.

fuentes:
  • Joseph Hart, Cuando Harry conoce a Betty, artículo de Larchmont Chronicle, 2003
  • General Mills
  • Betty Crocker


CHIFFON CAKE SENZA GLUTINE


Lo chiffon é un tipo di tessuto morbido e scivoloso, setoso. Si usa per svolazzanti e morbidi abiti da sera o sensuale  lingerie.


Ed é anche una torta: morbida, setosa, e eterea come uno chiffon.
Una torta che ha una storia molto curiosa, sembra piú una leggenda che altro, e molto molto americana.
Fu inventata da un angente assicurativo di Hollywood nel 1927 da un signore che si chiamava Harry Baker (omen nomen, baker vuol dire panettiere).
Baker viveva in un appartamento al 341 di Larchmont Blvd, e aveva trasformato una delle stanze in una pasticceria top secret, sperimentando diligentemente piú di 400 varianti di Angel Food cake.
Quando incontró la formula ideale inzió a vendere le torte al ristoranre Brown Derby e la sua divenne l'unica torta presente nella carta del ristorante. La versione piú famosa era quella di pompelmo creata per la giornalista di cinema, in sovrappeso, Luella Parsons che voleva un dolce meno "grasso", e si sa che il pompelmo non é grasso.....



Con la popolaritá della torta nel Derby arrivano le richieste delle star di Hollywwod come Barbara Stanwyck, May Robson, Dolores del Rio.  Nel corso del 1930, la reputazione della torta si diffuse in lungo e in largo e gli ordini fioccavano più velocemente della capacitá di produzione di Baker che preparava ogni torta separatamente, le cuoceva in 12 stampi e le faceva raffreddare nel porticato dove i clienti le recuperavana lasciando 2 dollari nella cassetta della posta.
La torta veniva anche apprezzata dai dirigenti della MGM e della RKO e veniva usata spesso nei film.
Nel momento di massima produzione Baker infornava circa 40 torte al giorno, guadagnando equivalente attuale di circa 9000 $.
Baker nel 1947 vende la sua ricetta segreta  alla  General Mills, che produce farine e altri prodotti alimentariper una somma che non é mai stata specificata ed esce dalla vita pubblica.
La societá rinomina la torta "chiffon" e pubblica la ricetta nel maggio 1948 in Better homes & gardens Magazinela lancia con una serie di annunci pubblicitari che ne fanno un dolce icona dell'epoca e ovviamente incrementano le vendite dei prodotti dell'azienda.
Per pubblicizzare torta e ingredienti chiamano in causa anche Betty Crocker (piú avanti spiegheró chi é costei) e viene presentata come la prima torta veramente nuova da un centinaio di anni a questa parte grazie al suo "ingrediente misterioso": la chiffon é leggera e soffice come un angel food cake, ma anche ricca e umida come la torta al burro.


Prima della chiffon cake infatti c'erano due tipi di torta: le torte spumose, come l'angel food cake, senza grassi e che lievitano montando le uova e quelle al burro che lievitano con lievito per dolci, la chiffon unisce le due tecniche: uova e lievito e uno stampo con tubo centrale e l'ingrediente segreto di Harry Baker. 
Nei ricettari degli anni '50 di Betty Crocker ci sono poi infinite varianti della torta: pecan chiffon, al caramello all' ananas, con gocce di cioccolato chiffon e anche una Fruit Holiday chiffon che contiene ciliegie e cedro candito, noci, noci pecan  finemente tritati.


La torta dopo il grande successo degli anni '50 cade un po' in disuso e viene rispolverata alla fine degli anni '90. 
E quale era l'ingrediente segreto di Harry Baker ? L'olio, in particolare quello che lui definisce l'olio per l'insalata.

Chiffon cake senza glutine al limone

Ingredienti:
  • 5 tuorli
  • 80 gr di olio (neutro ossia non di oliva)
  • 60 gr di zucchero a velo*
  • 100 ml di acqua
  • la scorza grattugiata di 1 limone
  • 25 ml di succo di limone (sono circa 2 limoni piccoli)
  • 200 gr di farina senza glutine (ho usato MIX C Shar)
  • 1 cucchiano di lievito per dolci*
  • 1 pizzico di sale
  • 7 albumi
  • 1/2 cucchiano di cremor tartaro
  • 140 gr di zucchero
*senza glutine e/o contaminazione da glutine. Consultare il prontuario AIC

Accendere il forno a 170 gradi.
Setacciare la farina con il lievito per dolci e lo zucchero a velo.
Montare i tuorli con l'olio.
Quando sono spumosi aggiungere l'acqua e il succo e la scorza grattugiata di limone.
Aggiungere gli ingredienti secchi: farina, lievito e zucchero a velo precedentemente setacciati e montare ancora per un minuto.
Nel frattempo montare le chiare a neve con il cremor tartaro che aiuta a stabilizzarle, aggiungendo poco alla volta lo zucchero. Montare le chiare sino a che formino dei picchi, ossia sino a che sollevando le fruste la meringa si pieghi leggermente formando una coda abbastanza soda me senza essere rigida.
E' l'unico punto di difficoltá della torta, fare attenzione a battere sufficientemente le chiare senza eccedere.
Unire le chiare ai tuorli con la farina con una spatola e con movimenti lenti dall'alto verso il basso, senza mescolare per non smontare le chiare.
Versare il composto in uno stampo con tubo centrale. Lo stampo non deve essere imburrato.
Cuocere in forno caldo a 170 gradi per 40 minuti circa (fare la prova stecchino).
Una volta tirato via dal forno, far raffreddare il dolce capovolgendo lo stampo e facendo appoggiare la base del tubo su un bicchiere o un cilindro. 
La torta si sformerá sola. E' importante rovesciarla affinché non si adagi su se stessa e perda volume.


Se non si dovesse staccare dallo stampo passare un coltello o una spatola tutto attorno e rovesciarla nuovamente su una gratella.
Laciatela raffreddare ancora e farcitela o ricopritela come meglio credere.
La mia l'ho coperta con una glassa veloce al limone, basta solo spolverarla con zucchero a velo.


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Nota importante sullo stampo.
La chiffon cake é una torta alta, almeno 6-7 cm, e l'ideale per cuocerla é uno stampo con tubo centrale e fondo rimuovibil come questo che si usa anche per l'angel food cake:

Il mio stampo di alluminio non ha il fondo rimuovibile e la torta é venuta bene lo stesso, il tubo centrale é leggermente piú alto in modo che si possa appoggiare e la torta si é sformata perfettamente.

fonti:
  • Joseph Hart, When Harry meets Betty, articolo per Larchmont Chronicle, 2003
  • General Mills
  • Betty Crocker


lunes, 10 de diciembre de 2012

Cake pops sin gluten Cake pops senza glutine



Los cake pops son una  idea divertida, les gustan a los niños, para hacerlos hay que jugar mucho con las masa y la decorarlos es muy entretenido.
Con todas estas mini tortas todos tienen una dosis de postre, aunque  puedan comer solo  un poco.
Como casi todas las últimas modas golosas provienen de los EE.UU. y para evitar que se vuelva quizás un poco empalagoso hay que eligir bien el glaseado.
Los cake poPs en práctica son hechos rompiendo una torta con las manos hasta desmenuzarlas en miga finísimas y luego se compacta de vuelta en formas de bolitas con la ayuda de una crema.
Las bolitas se refrigeran y luego se sumergen en el glaseado teniéndolos con el palito.
Tan simple como eso.
La receta que sigue está hecha con un glaseado de chocolate y decoraciones de azucar (estrictamente libre de gluten).

Ingredientes:
Un pastel de chocolate
200 gramos de queso blanco para untar**
150 gramos de azúcar en polvo **
2 cucharadas de leche

Para decorar los cakes pops
100 gramos de chocolate negro **
100 gramos de chocolate blanco **
Colorante para alimentos **
Decoraciones de azúcar ( corazones, etc, etc) **
Palillos para Cake Pops

Preparar la torta batiendo los huevos en la procesadora con el azúcar hasta que estén espumosas. Combinar la harina tamizada con el polvo de hornear y el cacao.
Vierter la mezcla en un molde  engrasado y enharinado y hornear en horno precalentado a 180 grados durante 30 minutos.
Una vez listo y frío desmoldar el pastel y romperlo con las manos y desmenuzandolo.
Preparar el "frosting" con el queso crema y el azúcar en polvo y la leche, revolviendo bien juntos hasta que quede cremoso
Verter la crema sobre las migas de la torta y mezclar: se obtendrá una preparación compacta y húmeda.
Poner en la heladera durante una hora.
Forme las piezas y colocar en la heladera durante un par de horas
Derretir el chocolate a fuego lento o en el microondas. Separar el blanco en dos cuencos y en uno poner el colorante del color deseado.
Sumerja los palitos en el chocolate y insertarlos en los cake pops. Refrigerar de nuevo. hasta que el chocolate se solidifica.
Pasar el cake pops en el chocolate derretido y luego dándoles  vueltas  retirar el excesos bien y decorar a su gusto.
Insertar los palitos con los cake pops sobre una base de telgopor y se dejan secar.


CAKE POPS SENZA GLUTINE






Ci sono mode anche nel cibo.
E' un concetto che faccio fatica a capire, e tanto...Ma ci sono.
Siamo passati dall'indispensabilitá del riso venere all'assoluta necessitá della fava tonka (quest'ultima pensavo fosse solo un deodorante per ambienti ma invece no) fino ad arrivare all'assoluto senza, senza latte, senza uova, senza burro, al minimalismo indiegrentistico.
Siamo impazziti per i muffin, abbiamo adorato i cupcake ma,  adesso che ci ha un po' stomacato il frosting,  vogliamo i whoopies, wow.
E arriva l'ora alla cucina della nonna, inglese peró. Si,  perché il giapponese si é giá visto dai...
Se poi aggiungiamo la dieta raw e le paranoie sulla salute,  altro che dilemma dell'onnivoro, entriamo in panico sulla scelta del menú come i nostri antenati davanti a una succulenta bacca rossa, cono lo stesso pensiero: ma non é che poi mi avvelena?
Le mode ci sono,  e alla fine non sarei molto contraria alle mode alimentari, aggiungono sapori, testure, ci fanno rendere forse un pochino piú aperti alle esperienze e agli incontri, si sa,  il potere di aggregazione del cibo é magico.
Quello che non tollero é che poi un alimento, una preparazione sia out, "non siamo aggiornati suvvia¨.
Noooo, il riso venere si usava 3 anni fa, che fai lo riproponi?
Devo dire che questa mania prende soprattutto la categoria lata e allargata degli "addetti al lavori " in cui forse un po' forzatamente metto i foodblogger, e ai gastrofighetti, e penso, con prove certe, che la maggior parte degli italiani é legato alle tradizioni, ma in ogni caso queste mode alla fine colpiscono un  pó tutti, anche se di striscio, dato che condizionano l'offerta gastronomica.
Certo magari finiscono anche per morte naturale perché il té matcha, fuori dal rito della cerimonia del té e in dosi scandalose,  a noi europei risulta ostico, e la hierba mate ha tanta di quella caffeina unita ad altre cosette che se uno non é allenato gli viene un cagarella mitica, ma da qui a bandirli come "out" ce ne vuole..
Perché, se é buono, é buono sempre o no?

E adesso passiamo ai cake pops, ovvero i lecca lecca di torta.
Non so se sono in o out, gastrofighetti o no, so che l'idea é divertente, piace ai bambini, per farli si pasticcia un sacco e decorarli é uno spasso.
So che con questi mini dolcetti tutti hanno una dose di dolce anche se ne possono mangiare poco.
Como le ultime cose  mode golose arrivano dagli USA e per evitare l'effetto sdolcinato basta scegliere la glassa giusta.
In pratica sono palline di torta frantumata sbriciolata con le mani ai mini termini e poi ricompattata con l'aiuto di una crema. Le palline si fanno raffreddare e poi si immergono nella glassa con un bastoncino e si decorano. Semplicissimo.
Questi che vi propongo sono a base di una copertura di cioccolato con codette e altre caramelline decorate (rigorosamente gluten free).


Ingredienti:
  • 1 torta di cioccolato
  • 200 gr di formaggio bianco spalmabile**
  • 150 gr di zucchero a velo**
  • 2 cucchiai di latte

Per decorare i cake pops
  • 100 gr di cioccolato fondente**
  • 100 gr di cioccolato bianco**
  • Colorante alimentare**
  • Decorazioni di zucchero (codette, palline, cuoricini ecc ecc)**
  • Bastoncini per i cake pops


Preparare il cake battendo in un mixer le uova con lo zucchero fino a che siano spumose. Unire la farina con il lievito per dolci setacciato e il cacao.
Versare il composto in una teglia imburrata e infarinata e cuocere in forno riscaldato a 180 gradi per 30 minuti circa.
Una volta pronto e freddo sbriciolare il cake rompendolo con le mani e sgranandolo.
Prepare il “frosting” la crema con il formaggio e lo zucchero a velo e il latte mescolando bene il tutto fino a ottenere una crema
 Versare la crema sulle briciole della torta e mescolare: si otterra un composto umido e mórbido.
Metterlo in frigo per un’ora.
Formare delle palline e metterle in frigo per un paio di ore
Sciogliere il cioccolato a fuoco basso o nel micro onde. Separare in due ciotole quello bianco e colorare con colorante alimentare del colore desiderato.
Immergere i bastoncini dei cake pops nel cioccolato e infilarli nelle palline. Refrigarare nuovamente. fino a che il cioccolato si solidifichi.
Immergere i cake pos nel cioccolato fuso facendoli ruotare  e poi scolandolo bene e decorare a piacere. Infilare i bastoncini su una base polistirolo e fare asciugare.









lunes, 3 de diciembre de 2012

Galletas de jengibre sin tacc y una larga historia Biscotti di zenzero senza glutine e una lunga storia



versione italiana in basso


Hoy un clásico de los clásicos: la receta de los cookies de jengibre en versión sin tacc, sin gluten.
El pan de jengibre es muy antiguo, en Europa viene con las cruzadas y con el comercio con el Oriente Medio, se hacía inicialmente con migas de pan, jengibre, especias y miel. La mezcla se prensaba en moldes de madera y luego la masa tenía diversas formas. Las especias en el curso de la historia son cada vez menos caras y pero el consumo seguía creciente y se utilizaban para conservar y condimentar los alimentos.
Alrededor de 1500 el pan se sustituye por harina y la miel ha sido reemplazada con melaza. La masa así se vuelve más ligero.
Al mismo tiempo, parece ser que en la corte de la reina Isabel I de Inglaterra,aperencen los primeros hombres de jengibre. La corte era muy elegante y las galletas representaban los cortesanos favoritos . La cosa es un poco "inquietante" ya que parece una sublimación de canibalismo ... pero tal vez esta historia es sólo un cuento de hadas.
Lo que no es un cuento de hadas es la popularidad de pan de jengibre, a lo largo de la Edad Media en Inglaterra hbía ferias dedicadas a este dulce.
En 1598, se menciona por Shakespeare en Penas de amor perdidos (""An I had but one penny in the world, thou shouldst have it to buy ginger-bread….).
Decir Gingerbread también significa:
Lebkuchen alemán,  pepperkaker noruego,  pepparkakor sueco, brunkager danés, piparkakut finlandés , piparkūkas lituanos , piparkoogid estonios , Peperkoek holandés, Pierniki polaco, turtă dulce rumano , Pão de mel brasileños .... mmm tal vez me estoy perdiendo los rusos,  los que tienen caracteres cirílicos ...
Es obvio que no son productos idénticos e intercambiables, y cada uno tiene sus propias características, pero todos tienen en común el olor de las especias, y ahora, el olor a Navidad ..

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La siguiente receta es fácil y tiene relativamente pocos ingredientes, hay versiones más picantes o más "especiadas" o mas consistentes, pero esta es una receta de EE.UU. que también considera el gusto de los niños.
La masa será muy suave y a punto les parecerá que los hombres están en modalidad de autodestrucción, pero ármense de valor:   los manipulan con calma y los colocan en la bandeja para hornear. Atención que  que tenderan a expandirse un poco 'por lo tanto hay que colocarlos a una cierta distancia unos de otros.
Cuando salen del horno esperen hasta que sean bien fríos, de lo contrario, son muy frágiles.
Para hacerlos hay cortantes hermosos pero confieso que he diseñado la forma y luego la he cortada con un cuchilito y funcionó.
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Galletas de jengibre sin gluten (galletas de jengibre)

Ingredientes:
200 gramos de harina sin gluten (o la siguiente mezcla: 100 gramos de harina de arroz **, 100 g de almidón de mandioca (también llamada tapioca) ** o ** fécula de patata, ½ cucharadita de polvo de hornear ** , 1 cucharadita de sal, 10 gramos de goma de xantano)
90 gramos de mantequilla
2 yemas de huevo
100 gramos de azúcar moreno
1 cucharada de jengibre molido **
1 cucharadita de canela en polvo **
1 cucharadita de clavo de olor aplastados **

 ** Todos los ingredientes deben estar exentos de gluten o no estén contaminados con gluten. Compruebe con los listados de las asociociones de celiaquia

Mezclar la harina con el azúcar y las especias.
Formar una corona y colocar en el centro de la mantequilla fría cortada en trozos pequeños y los huevos ligeramente batidos. Mezclar los ingredientes juntos para formar una bola. Envolver con papel plástico y dejar reposar en la heladera durante al menos media hora.
Si utiliza mixer poner todos los ingredientes en el robot y añadir la harina en dos o tres veces.
Enharinar la mesada y se extender la masa con un rodillo enharinado a un espesor de un medio centímetro. Con un cortante formar las galleta y ponerlas en una placa de hornear engrasada y enharinada o cubierta con papel pergamino.
Colocar la placa con las galletas en el congelador durante 10 minutos.
Mientras tanto, precalentar el horno a 180 grados.
Hornear las galletas durante unos 10 minutos hasta que estén dorados los bordes.
Deje enfriar completamente y luego remover los cookies, guárdelos en una caja hermética.
Se puede decorar con un glaseado preparado mezclando 1 huevo y 200 gramos de azúcar en polvo ** agregadopoco a poco y unas gotas de zumo de limón.

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* Para los que quieren hacerlo con harina comun
Se puede reemplazar la harina sin gluten con la comun, el resto del procedimiento es idéntico

* Para los que quieran hacerlo con Thermomix:
Tamizar la harina con las especias y el azúcar y la sal.
Vierta la mezcla en el recipiente con la mantequilla y el huevo, velocidad 4/5 para 1 minuto, hasta que se forme una masa bastante compacta. A continuación, vierter la mezcla sobre la mesada y compactarla a mano, usando harina sin gluten para que sea más manejable ..

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Y si quieres también existen los siguientes: galletas de chocolate especiadas







E. .. veran otras....

Esta receta fue publicada en el número de About Food n. 5 de 2011, le sugiero que lea el número de 2012 ... está lleno de sorpresas, incluso sin gluten



BISCOTTI DI PAN DI ZENZERO 






Oggi classico dei classici: la ricetta degli omini di zenzero in versione gluten free.
Il pan di zenzero é antichissimo, in Europa arriva con le crociate e gli scambi con il medio oriente, inizialmente è stato fatto con pangrattato, zenzero, spezie e  miele. L'impasto viene poi pressato in stampi di legno e quindi il dolce aveva forme varie. Le spezie diventano sempre mene care e si usano sempre per conservare e profumare i cibi.
Attorno al 1500  la mollica di pane viene sostituita dalla farina e il miele è stato sostituito con melassa. L'impasto di venta cosí più leggero.
Nello stesso tempo pare che sia alla corte della Regina Elisabetta I d'Inghilterra che si realizzano i primi omini di zenzero. La corte era molto elegante e i biscotti rappresentavano i cortigiani favoriti. La cosa é un po' inquietante dato che sembra una sublimazione del cannibalismo...ma forse questa storia é solo una favola.
Quello che non é una favola é la popolaritá del pan di zenzero, per tutto il Medio Evo in Inghilterra si facevano delle fiere dedicate a questo dolce.
Nel 1598,é citato da Shakespeare in Pene d'amor perdute ("An I had but one penny in the world, thou shouldst have it to buy ginger-bread…). 
Dire pan di zenzero vuol dire anche:
Lebkuchen tedeschi, pepperkaker norvegesi, pepparkakor svedesi, brunkager danesi, piparkakut finlandesi, piparkūkas lituani,  piparkoogid estoni, Peperkoek olandesi,  Pierniki polacchi,  turtă dulce rumena,  pão de mel brasiliani....mmm forse mi mancano i russi, insomma quelli con i caratteri cirillici...
Ovviamente non sono identici e sostituibili  e ognuno ha la sua specificitá ma tutti hanno in comune il profumo di spezie, e adesso, il profumo del Natale..



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La ricetta che segue é facilissima e ha relativamente pochi ingredienti, esistono versioni piú speziate o piú "piccanti", ma questa é una ricetta USA testata anche per il gusto dei bambini.
L'impasto risulterá molto morbido e vi sembrerá che gli omini si autodistruggano, ma abbiate fiducia, manipolateli con calma e adagiateli sulla placca da forno. Attenzione perché tenderanno a espandersi un po' quindi poneteli a una certa distanza gli uni dagli altri.
Quando escono dal forno aspettate che siano ben freddi, altrimenti sono molto fragili.
Per farli esistono dei bellissimi stampini ma confesso che io ho disegnato la forma e poi li ritagliati con un coltellino e ha funzionato.
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BISCOTTI DI ZENZERO (gingerbread cookies)

Ingredienti:
  • 200 gr di farina senza glutine (o il seguente mix: 100 gr di farina di riso**, 100 gr di fecola di mandioca (detta anche tapioca)** o di fecola di patate**, ½ cucchiaino di lievito per dolci**, 1 cucchiani di sale, 10 gr di xantano)
  • 90 gr di burro
  • 2 tuorli
  • 100 gr di zucchero di canna integrale
  • 1 cucchiaio di zenzero in polvere **
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere **
  • 1 cucchiano di chiodi di garofano triturati**

 ** tutti gli ingredienti devono essere privi di glutine o non contaminati con glutine. Verificare il prontuario AIC

Mescolare la farina con lo zucchero e le spezie.
Formare una corona e disporre al centro il burro freddo tagliato a pezzetti e le uova leggermente sbattuto. Impastare gli ingredienti fino a ottenere una palla. Avvolgerla con una pellicola e far riposare in frigo per mezz´ora almeno.
Se si usa um mixer inserire tutti gli ingredienti nel robot e aggiungere la farina in due o tre volte.
Infarinare una superficie e stendere con il mattarello infarinato la pasta a uno spessore di pochi mezzo centímetro. Con un coppapasta o una formina natalizia ricavare i biscotti che vanno adagiati su una placca da forno imburrata e infarinata, o ricoperta da carta forno.
Mettere la placca con i biscotti in freezer per 10 minuti.
Nel frattempo scaldare il forno a 180 gradi.
Cuocere I biscotti per 10 minuti circa fino a che siano dorati i bordi.
Lasciare raffreddare bene e poi rimuovere i biscotti, conservarli in una scatola ermetica.
Si possono decorare con una glassa realizzata mescolando  1 albume e 200 gr di zucchero a velo** versati poco a poco e qualche goccia di succo di limone. 

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* Per chi vuole farli glutinosi
Potete sostituire la farina senza glutine con farina comune, tutto il resto del procedimento é identico

* Per chi vuole farlo con il Bimby: 
Settacciare la farina con le spezie e lo zucchero e il sale.
Versare nel boccale con il burro e l'uovo vel 4/5 per 1 minuto, sino a che si formi un impasto abbastanza amalgamato. Poi versare l'impasto sulla spianatoia e compattarlo a mano, usando farina senza glutine per renderlo piú maneggevole..

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E se volete ci sono anche questi: cookies speziati di cioccolato








E...seguitemi che ne verranno altri....

Questa ricetta é stata pubblicata nel numero di About Food n. 5 del 2011, vi consiglio di leggere anche il numero del 2012...é pieno di sorprese anche senza glutine


miércoles, 21 de noviembre de 2012

Whoopies senza glutine - Whoopies sin gluten




version castellana abajo

Yahoo, Whoopies, Wow, Eureka, Evoe...tutte esclamazioni di giubilo.
Ma anche no.
Yahoo era un delle Cittá Invisibili di Italo Calvino:
« Forse mentre noi parliamo sta affiorando sparsa entro i confini del tuo impero; puoi rintracciarla, ma a quel modo che t'ho detto. Già il Gran Kan stava sfogliando nel suo atlante le carte della città che minacciano negli incubi e nelle maledizioni: Enoch, Babilonia, Yahoo, Butua, Brave New World. Dice:- Tutto è inutile, se l'ultimo approdo non può essere che la città infernale, ed è là in fondo che, in una spirale sempre più stretta, ci risucchia la corrente. »
Oppure vorrebbe dire: Yet Another Hierarchical Officious Oracle  ossia "Ancora un oracolo ufficioso strutturato gerarchicamente"
Gli Yahoo sono anche gli essere ripugnanti e inferiori di aspetto umano, che vivono di bassi instinti di accaparremento di pietruzze,  con conseguente malvagitá e viltá, che Gulliver incontra nel suo quarto viaggio e che sono in contrasto con la raffinata e razionale societá degli Houyhnhnms,che erano cavalli. Mi sembra che sia da rileggere questo capitolo, perché dal '700 ad oggi ho l'impressione che la satira sia sempre sugli stessi temi...
Whoopies é il grido di contentezza dei bambini.
Ma anche no e lo sappiamo tutti, sono una specialitá della tradizione amish della Pennsylvania e del New England.
Sono delle tortine individuali, delle specie di hamburger dolci, due biscotti soffici con un ripieno morbido, tradizionalmente sono al cioccolato ripieni una crema di marshmellow. Si mangiano accompagnati da un bicchiere di latte.
La cucina Amish é fatta di ricette antichissime e senza contaminazioni, questi dolcetti venivano realizzati per utilizzare gli avanzi delle pastelle delle torte. Secondo la leggenda Amish, quando i bambini avrebbero trovato questi dolcetti nei loro lunch box, la schiscetta, gridavano "Whoopie!"
E il resto delle espressioni? Bé wow é uau, non c´é molto da dire.
Eureka, deriva dal greco e vuol dire "ho trovato", "ho scoperto", pare che lo gridó Archimede, scoprì che si poteva calcolare il volume di un corpo di forma irregolare misurando il volume dell'acqua che veniva spostata quando il corpo veniva immerso.
Eureka é anche un asteroide coorbitale di Marte. 
Mi chiedo chi urli Eureka al giorno d'oggi, hai miei tempi lo urlavano i secchioni della matematica quelli che guardavo con misto di rabbia invidia e ammirazioni perché finivano il compito in classi in  20 minuti risolvendo 7 equazioni di quarto grado con 8 incognite. Io non avevo ancora capito cosa era ab*ac...
Ne manca uno vero?
Evoe...lo conoscete? Era l'esclamazione di giubilo delle baccanti in Onore a Dioniso...adesso urlano tessssoroooo...

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Dell'origine dei Whoppies abbiamo giá parlato sopra. 
In questa  versione al cioccolato e i biscotti hanno una forma irregolare dato che l'impasto é posto a cucchiaiate sulla placca.
Il ripieno é una classica crema di marshmellow dolce e con una consistenza "fluffy", morbidisissima e leggermente gommosa, si abbina perfettamente con il cioccolato.
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Whoppies al cioccolato e crema di marshmellow senza glutine

Per le tortine

Ingredienti:
  • 1 uovo leggermente battuto
  • 110 gr di burro pomata
  • 240 ml di acqua
  • 80 gr di cioccolato amaro*
  • 170 gr di zucchero di canna
  • 250 gr di farina senza glutine (io ho usato il seguente mix: 125 gr di farina di riso* e 125 gr di fecola di mandioca* e un pizzico di lievito per dolci*)
  • 2 cucchiani di lievito per dolci*
  • 1 pizzico di sale

´* senza glutine e/o contaminazione da glutine. Consultare il prontuario dell’AIC

Procedimento

Scaldare il forno a 180 gradi
Battere lo zucchero con il burro fino a ottenere una crema liscia. Aggiungere l’uovo e intregarlo mescolando.
Setacciare e unire gli ingredienti secchi: la farina senza glutine, il cacao, il lievito e sale.
Versare gli ingredienti secchi nel composto di burro e uova poco mescolando alla volta alternandoli con il latte fino a che il composto sia liscio ma consistente.
Foderare una placca con carta forno o usare un  foglio di silicone e versare l’impasto con un cucchiaio o con un cucchiaio per gelati formando delle cupoline di dimensioni simili tra loro lasciando uno spazio di almeno 4 cm tra l’una e l’altra.
 Schiacciarle leggermente con il dorso di un cucchiaio.
Cuocere per 15 minuti in forno caldo, sono cotte quando toccandole con la punta delle dita risultano solide.
Togliere dal forno e far raffreddare su una gratella.

Per ilripieno

Ingredienti:
  • 150 gr di zucchero
  • 60 ml di acqua
  • 1 foglio di colla di pesce (o 7 grammi di gelatina in polvere)
  • 50 ml di acqua
  • 50 gr di zucchero a velo*
  • Estratto di vaniglia *
  • ´* senza glutine e/o contaminazione da glutine. Consultare il prontuario dell’AIC

 Procedimento:
Idratare la colla di pesce con 50 ml diacqua
In un pentolino unire l’acqua con lo zucchero e cuocere fino a ottenere uno sciroppo denso a grande bolla con una temperatura di 120 gradi, se non si ha un termómetro si prende una goccia di sciroppo e si versa in un bicchiere d’acqua, se forma una pallina gommosa e malleabile lo sciroppo é pronto.
Trasferire lo sciroppo in un mixer e unire la gelatina, battere sino a ottenere un impasto bianco. Far raffreddare e unire il burro,  l’estratto di vaniglia e lo zucchero a velo. Mescolare bene.

Farcire i whoopies con la crema di marshmallow e mettere in frigo per una mezz’ora prima di mangiarli.

Questa ricetta é stata pubblicata sul numero di About Food  #6 marzo 2012 con una rubrica dedicata a un compleanno senza glutine





WHOOPIES DE CHOCOLATE CON CREMA DI MALVAVISCO SIN GLUTEN



Yahoo, Whoopies, Wow, Eureka, Evoe ... todas exclamaciones de alegría.
¿O No?
Yahoo era una de las Ciudades Invisibles de Italo Calvino
"El atlas del Gran Kan contiene también los mapas de las tierras prometidas visitadas en el pensamiento pero todavía no descubiertas o fundadas; la Nueva Atlántida, Utopía, la Ciudad del Sol, Océana, Tamoé, Armonía, New-Lanark, Icaria. [...] Los mapas de las ciudades que amenazan en las pesadillas y en las maldiciones: Enoch, Babilonia, Yahoo, Butua, Brave New World".
O quiza quiera decir : Yet Another Hierarchical Officious Oracle  o sea Otro oráculo oficial jerárquicamente estructurado.
Los Yahoo también eran seres repugnantes de aspecto humano, que vivían bajo la presion de instintos de codicia para unos guijarros, actitud de la cual resultaba maldad y  cobardía, que Gulliver encuentra  en su cuarto viaje y que están en contraste con la sociedad elegante y racional de los houyhnhnms, que eran caballos. Creo que es hora de volver a leer este capítulo, ya que tengo la impresión que desde el '700 a la actualidad  sátira es siempre sobre los mismos temas ...
Whoopies es el grito de alegría de los niños.
Pero no, todos sabemos, son una especialidad tradicional de los Amish de Pensilvania y de Nueva Inglaterra.
Son pasteles individuales, una especie de hamburguesa dulce, dos galletas con un relleno suave, tradicionalmente rellenos de una crema de marshmellow de malvavisco.Se comen acompañados con un vaso de leche.
La cocina Amish está hecha de viejas recetas y sin contaminación, estas tortas se hacían para utilizar los resto de las masas de los pasteles. Según la leyenda Amish, cuando los niños encontraban estas delicias en su  vianda critaban "Whoopie!"
Y el resto de las expresiones? Bueno wow es uau,  no hay mucho que decir.
Eureka, deriva del griego y significa "lo encontré", "descubrí", parece que lo critó  Arquímedes cuando descubrió que se podía calcular el volumen de un cuerpo de forma irregular mediante la medición del volumen de agua que se desplazada cuando el cuerpo se sumerge.
Eureka es también un asteroide coorbitale de Marte.
Me pregunto quién grita Eureka hoy en día, en mi epoca lo exlamaban los nerds en la hora de matemáticas que yo miraba con una mezcla de ira, envidia y admiración porque terminban la s pruebas 20 minutos mediante la resolución de siete ecuaciones de cuarto grado con 8 incógnitas. Yo no podia enterarme de que era ab*ac. ...
Hay uno que falta. Evoé ... ¿lo conocen? Era la exclamación de alegría de las bacantes en honor de Dionisos ... ahora gritan  tessssoroooo ...

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La origen de Whoppies ya la hemos mencionado anteriormente.
En esta versión las galletas tienen una forma irregular debido a que la masa se coloca con una cuchara en la placa de hornear
El relleno es una crema clásica de malvavisco, dulce y con una textura "fluffy", muy suave y ligeramente gomosa, que se abina perfectamente con el chocolate.

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Whoppies de chocolate y crema de malvavisco sin gluten

Para las tortitas

Ingredientes:
1 huevo, ligeramente batido
110 g de crema de mantequilla
240 ml de agua
80 gramos de chocolate amargo*
170 gramos de azúcar moreno
250 gramos de harina sin gluten (yo usé la mezcla siguiente: * 125 gramos de harina de arroz y 125 g de fecula de mandioca* y una pizca de polvo de hornear *)
2 cucharaditas de polvo para hornear*
1 pizca de sal
* Sin gluten y / o contaminación de gluten. Consulte el manual de las Asociaciones de Celiaquia

Proceso
Calentar el horno a 180 grados
Batir el azúcar con la mantequilla hasta que esté suave y cremosa. Agregar el huevo y mezclar.
Tamizar y combinar los ingredientes secos: harina de gluten, el cacao, el polvo para hornear y la sal.
Verter los ingredientes secos a la mezcla de mantequilla y unir un sólo huevos a la vez, alternando con la leche hasta que la mezcla esté suave pero firme.
Cubrir una bandeja para hornear con papel pergamino o utilizar una hoja de silicona y verter la mezcla con una cucharon o una cuchara para helado para formar una pequeñas cúpulas de tamaño similar una a la otra dejando un espacio de al menos 4 cm entre una y la otra.
Aplanar ligeramente con la parte superior con una cuchara.
Hornear durante 15 minutos en un horno caliente, están listos cuando al tocarlos con las yemas de los dedos son sólidos.
Retirar del horno y dejar enfriar sobre una rejilla.

Para el relleno

Ingredientes:
150 gramos de azúcar
60 ml de agua
1 hoja de gelatina (o 7 gramos de gelatina en polvo)
50 ml de agua
50 gramos de azúcar *
Extracto de vainilla *

'* Sin gluten y / o contaminación de gluten. Consulte el manual del AIC

Procedimiento:
Hidratar la gelatina con 50 ml de acqua
En una cacerola, unir el agua y el azúcar y cocinar hasta obtener un almíbar espeso, o sea hasta cuando se forman grandes burbujas,  con una temperatura de 120 grados, si no tienen un termómetro,  tomar una gota de almíbar y verterla en un vaso de agua, si se forma una bola  maleable está listo.
Transferir el jarabe en una licuadora y añada la gelatina, batiendo hasta que la mezcla es de color blanco. Dejar enfriar y añadir la mantequilla, el extracto de vainilla y el azúcar en polvo. Mezclar bien.

Rellenar las Whoopies con crema de malvavisco y refrigerar por media hora antes de comer.

Esta receta ha sido publicado en la edición de About Food  #6 marzo 2012 con una sección dedicada a un cumpleaños sin gluten


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